RICORDO DI NIKY

Dolce, affettuosa, simpatica, giocherellona, ma anche cocciuta, indipendente, testarda, furba e, perché no, permalosa e quindi se, dal suo punto di vista, subiva un torto agiva poi di conseguenza!

Di chi sto parlando? di Niky, il mio primo cane, una Beagle; quella che mi ha condotto in questo affascinante mondo della cinofilia.

Era da tempo che volevo scrivere qualcosa su di Lei, ma l'impatto emotivo mi ha frenato.

Premetto che a quel tempo le mie conoscenze in materia erano in sostanza nulla; ho sempre desiderato possedere un cane, ma per vari motivi non c'erano state le condizioni per averne uno e, per mio difetto, quando desidero qualcosa e non posso averla, tendo a non approfondire la materia per non accrescere il desiderio.

Come spesso accade, la molla che fece scattare l'acquisto di Niky fu quella di soddisfare il desiderio di mia figlia, che trovava ovviamente terreno fertile da parte mia, ma una certa ritrosia da parte di mia moglie; alla fine fu proprio mia moglie a scegliere prima la razza e poi Niky.

Prendemmo Niky da una cucciolata privata nel mese di Maggio del 1998 e la ex Proprietaria c'è la ospitò poi per le vacanze estive; a tal proposito, tanto per dire il soggetto che era, in quel periodo, alla tenera età di 4 mesi, cercò di sfrattare la mamma dalla sua brandina.

A casa, coscienti della nostra ignoranza, cercavamo di prendere informazioni e consigli da negozianti e conoscenti proprietari di cani e ovviamente abbiamo ottenuto di spendere anche soldi a fondo perduto: per esempio, poiché per i suoi bisogni non aveva remora alcuna e li dispensava un po dappertutto, prendemmo il liquido con l'odore adatto a stimolarla a fare i bisogni in un dato luogo e quello per respingere le eventuali sue intenzione a defecare e urinare negli altri; risultati zero e soldi sprecati.

Mia suocera era ossessionata dal fatto che non rovinasse le varie piante e che andasse sul divano (per tutti i vari motivi compresi eventuali bisogni); quindi giornali sparsi per casa pronti per dare eventuale sculacciata, sempre secondo i consigli di cui sopra; risultati: qualche piante svasata e per il divano? È capitato alcune volte di cercarla, sembrava sparita, non la si trovava, dov'era? approfittando di nostre distrazioni, saliva sul divano e si copriva con i cuscini così tanto bene che sembrava li avessimo messi in ordine noi, infatti alcune volte, sedendosi per poco non la si schiaccia.

Il clou era il letto, mentre io e mia moglie eravamo sotto le coperte a dormire, arrivava piano piano e si metteva in mezzo a noi, prima parallela ai nostri corpi, poi, mentre dormivamo, si girava perpendicolarmente e ci spingeva; risultato oltre ad alzarci, sia io che mia moglie, anchilosati per posture strane assunte causa le zampe e il sonno profondo, più di una volta abbiamo rischiato di cadere dal letto.

Ovviamente poi nei parchi dovevamo stare attenti a liberarla, il richiamo era nullo, ovvero veniva quando aveva esaurito tutti gli altri suoi interessi; se poi era attratta da un odore partiva e per recuperarla c'era da soffrire non poco.

La prima cosa di cui devo ringraziare il mio cane è di avermi fatto aprire gli occhi, ovvero a quel tempo sottovalutavo l'intelligenza dei cani ed ero convinto che agissero molto per istinto e invece, dapprima con stupore poi affascinato, cominciai a constatare che quando Niky si fissava degli obiettivi e non riusciva ad ottenere risultati con le strategie utilizzate in precedenza, cambiava velocemente tattica inventandosi qualche stratagemma nuovo; tanto per citare un esempio, ricordo che una volta  al parco (all'epoca aveva circa 7/8 mesi) si era messa in testa di rubare la bottiglia di plastica al suo amico (uno stupendo Rottweiller, circa della sua età, di nome Schott): come primo tentativo prova con le coccole ma, essendo tattica già utilizzata con lui, Schott non lascia l'oggetto, quindi passa ad una prova di forza tentando di strappargliela di bocca ma, capendo subito che la sua potenza era inferiore, lascia perdere e comincia ad allontanarsi, con estrema indifferenza, di 20/30 metri per poi fermarsi e cominciare ad abbaiare e saltellare davanti ad un ciuffo d'erba finchè il Rottweiller incuriosito alza il testone, osserva e poi decide, lasciando cadere a terra la bottiglia, di andare a vedere cosa aveva provocato tanta agitazione; a questo punto Niky, proseguendo nel suo atteggiamento, ha atteso che Schott fosse all'altezza giusta per poi partire di corsa e andare a prendere la bottiglia.

Una volta al parco capitò che una cagnetta, meticcia di taglia medio-alta con la quale ogni tanto giocava, tentò di rubargli un bastone con eccessiva irruenza e quindi scaturì un lieve litigio; per una decina di giorni quando la si incontrava, mentre la cagnetta le si avvicinava per tentare di dargli alcune leccate al muso, Niky gli girava le spalle.

Una volta capitò che mia moglie si accorse di una marachella fatta in precedenza a casa e quindi la sgridò, ma evidentemente non capendo il perché del rimprovero (imparai quando iniziai il mio percorso formativo, come allievo in un corso di educazione cinofila, l'importanza dei tempi di intervento per fare comprendere al cane l'azione positiva o negativa) Niky corse in camera da letto e saltò sul letto mettendosi nella parte in cui dorme mia moglie; quando io e consorte, incuriositi dallo slancio, la raggiungemmo, Niky fissò mia moglie dritta negli occhi, apri le gambe e fece pipì.

Facendo il punto su questi episodi ed altri ancora arrivai alla conclusione che i cani hanno una  intelligenza, la sanno usare molto bene, hanno delle emozioni e delle motivazioni, che io non avevo capito come gestirle e quindi era ora che mi dotassi degli strumenti per migliorare il rapporto e risolvere il problema per vivere bene con la mia bestiola.

Dopo una selezione dei Centri Cinofili della città, arrivai a Itinera Agility Dog, dove veniva usato un metodo di Educazione Gentile, fui allievo di Roberto De Paolo il quale, visti i risultati, mi invitò a fare il percorso per diventare a mia volta Educatore Cinofilo; ebbi la fortuna di fare corsi con Ives Michaux (uno dei grandi vecchi della cinofilia gentile europea), con Moreno Sartori e altri.

Io e Niky ci impegnammo entrambi, ognuno di noi ci ha messo del suo, si instaurò un bellissimo rapporto con notevoli soddisfazioni; quando in vari Stage incontravo altri proprietari di Beagles che facevano questa attività e mi chiedevano come facevo ad avere un Beagle così obbediente mi riempivo di orgoglio.

Niky non c'è più, ma devo a Lei tanto.

Grazie Niky!

 

Gian Paolo Mantovani